|
Scritto da Claudio Di Paola
|
|
Martedì 25 Maggio 2010 22:40 |
Durante la celebrazione della Santa Messa di Pentescoste, nella prima lettura viene evocato il ritrovamento della comunicazione fra gli uomini dopo la dispersione rappresentata dalla Torre di Babèle. Ecco, noi possiamo essere diversi, ossia di diversa provenienza, nazionalità, religione, parlare lingue differenti, ma il nostro denominatore comune è l'essere tutti figli di Dio e per questo l'umanità intera canta la Sua lode. Ma rilevante è la riflessione introdotta dalla seconda lettura, quella sullo Spirito, il grande dono fattoci da Cristo, la garanzia attraverso cui noi potremo risorgere ma ad una condizione, e cioè riscattandoci dal peccato. Il Vangelo di Giovanni è strettamente correlato alla lettura precedente, in quanto contiene la promessa della venuta del Paraclito, ossia dello Spirito Santo. A noi quindi non resta che vivere nell'amore. |